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Archivio Novembre 2005

Sui mezzi pubblici di Verona.

30 Novembre 2005 2 commenti


Vi è mai capitato di prendere un pullman a Verona? Beh, se ancora non lo avete fatto, ritenetevi fortunati!
Questa settimana mi trovavo a Bussolengo (VR) per lavoro e all’Autostazione della città (vedi foto: in realtà è un luogo abbandonato!) non si possono acquistare i biglietti, se non al bar di fronte. Peccato che il suddetto bar ha il giorno di riposo settimanale e la chiusura per ferie (ed io ovviamente ho beccato le ferie!). Ciò significa che non è possibile fare il biglietto a terra e si deve pagare un supplemento di 0,80?: un furto! Considerate che il costo della tratta VR-Bussolengo è di 2,20?, per cui gli 0,80? sono circa un terzo del biglietto!
Lo stesso mi è accaduto ad Affi (VR) e a Domegliara (VR): le biglietterie sono a 2-3 km dalla fermata e bisogna pagare ogni volta il supplemento!

Considerate inoltre che le fermate sono tutte prive di pensiline e sedie per cui, se piove, si aspetta il pullman (sempre in perfetto ritardo) sotto le intemperie!

E’ assolutamente ingiusto! Immaginate una giornata in cui la temperatura è di 6°C e piove: l’allegra vecchietta dovrebbe percorrere 2-3 km a piedi per comprare il biglietto…col rischio che il bar autorizzato sia chiuso?

Prendete i mezzi pubblici: la città ci guadagna e voi risparmiate!

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Il comunismo di Canfora, o sulla parzialità di uno storico.

30 Novembre 2005 Commenti chiusi

Il libro di Luciano Canfora “La democrazia. Storia di un’ideologia” non è statopubblicato dall’editore tedesco Beck, nonostante un contratto già firmato e che il saggio sia edito in Italia da Laterza.
Il motivo: la faziosità dell’autore, che è uno storico, che minimizza i crimini perpetuati da Stalin.
La risposta dello storico? Il Time ha definito Stalin uomo dell’anno 1944 e a ragione! E poi…Hitler era peggio!

Insomma, nonostante le purghe di Stalin e di Mao, dopo la dittatura di Cuba e la soppressione delle libertà, difficilmente si afferma in Italia che il comunismo è una ideologia malata e che i comunisti commettono crimini!

Bancoposta cambia le condizioni contrattuali

16 Novembre 2005 2 commenti

Bancoposta continua ad imitare le banche (definite dal Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio come esempio da imitare!) e cioè:

- se il tasso di interesse annuo creditore era del 1,00% lordo dal 13/06/2005, dal 01/09/2005 è di 0,75% lordo e dal 01/01/2006 sarà di 0,50% lordo;

- se finora la spesa di tenuta conto annuale era gratuita, dal 01/01/2006 consisterà in 30, 99?; contemporaneamente, le registrazioni in conto passano da 0,52? a registrazione fino ad un massimo di 30,99? l’anno pari a 60 registrazioni in conto, alla gratuità; in pratica si danno come ovvie le 60 registrazioni annuale.

In un modo e nell’altro, tutto a svantaggio del consumatore!

Sulla laicità dello Stato

16 Novembre 2005 2 commenti

L’affermazione del Ministro della Salute Storace di inserire nei consultori persone che convincano le future madri a non abortire è l’ennesimo tentativo della Chiesa di Roma di travalicare la laicità dello Stato.
Se è vero che i cittadini cristiani hanno diritto a manifestare il proprio pensiero, non bisogna dimenticare che l’aborto è reso possibile da una Legge della Repubblica Italiana, nonostante il veto politico della Chiesa ai tempi del referendum. Gli italiani decisero che l’aborto non è un crimine e la maggioranza è il simbolo della democrazia; può piacere o no, ma rimane un fatto.
Le discriminazioni che oggi subiscono i cattolici, quando affermano la propria Fede, è frutto delle discriminazioni che hanno fatto e fanno subìre a chi non la pensa come loro. Solo il pensiero di essere comandati da chi ingrassa e insieme predica la povertà, rende spontaneo tacciare di falsità tutte le informazioni clericali. La Verità ormai non appartiene a nessuno e siamo tutti liberi di pensare ciò che vogliamo senza il timore di essere deposti dalla Santa Inquisizione. Alcuni parlano di nichilismo, altri di relativismo assoluto, molti dicono LIBERTA’. Cambia solo il punto di vista: i primi due appartengono ai padroni, il terzo agli schiavi!

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L’indifferenza della società.

14 Novembre 2005 Commenti chiusi


La solidarietà degli italiani è famosa in tutto il mondo: sms di solidarietà, piantine, mele, arance, bambole di pezza, etc. Non dobbiamo inoltre dimenticare adozioni a distanza e versamento in conto corrente a favore di un’associazione benefica (da pagare ogni mese: è comodo, semplice e vantaggioso…dicono).

Cosa accomuna tutto ciò? La distanza.
Fare beneficienza è stupendo, mette le persone in pace con se stesse e dà prestigio, se se ne parla con gli altri. Chiamiamola “telebeneficienza”, però, poichè l’inserimento del disagio nella propria vita concreta disturba, dà fastidio e ribrezzo. Possiamo anche commuoverci e riflettere su temi scottanti, ma subito dopo conduciamo una vita normale, immune da ciò che solo poco prima ci ha colpito. Ecco allora che guardiamo un film sui genocidi mangiando il popcorn, oppure dopo un documentario sulla prostituzione minorile passiamo con semplicità ad un programma comico. Insomma, tutto ciò che ci sta lontano è di somma importanza per noi, ma ciò che ci circonda è solo un disturbo, qualcosa da tener ben lontano, perchè potrebbe entrare nella nostra vita realmente.

La foto sotto è stata scattata pochi giorni fa a Trento, una delle città italiane che più si gloria del proprio welfare e la scena è visibile tutti i giorni alla fermata degli autobus in piazza Dante, di fronte alla stazione dei Treni. Guardatela in faccia e vedrete ben di peggio.

Rivolte in Francia.

7 Novembre 2005 Commenti chiusi


La questione sociale è un punto fondamentale in ogni società, perchè, prima o poi, i problemi, se non risolti, emergono.
I francesi di serie B si rivoltano contro l’Autorità e tentano di mettere a
ferro e fuoco la città. Si tratta di immigrati, figli diimmigrati, non
francesi di serie A.
La soluzione? Certamente non incendiare la città, tantomeno sparare ai
poliziotti, che non sono certamente responsabili delle politiche del Paese
francese.
L Francia vuole integrare gli immigrati annullando la diversità sotto un
unica Bandiera; ovviamente, tutto ciònon ha funzionato, perchè le persone
sono diverse ed hanno bisogni e priorità diverse.
L’Olanda non ha risolto il problema, tant’è che migliaia di olandesi lasciano il proprio Paese.
In Italia la maggior parte dei carcerati è straniera e l’immigrazione è
favorita solo da imprenditori senza scrupolo (che vogliono risparmiare sulla
manodopera) e dalla criminalità organizzata (in particolar modo per la
prostituzione).

E’ ormai tempo di ripensare ai rapporti tra ospiti e ospitanti in ogni Paese. Non è possibile che alcuni Paesi debbano dare tutto a tutti, mentre altri solo ai propri cittadini.

?L?Europa ha fatto del multiculturalismo un falso vangelo. La nostra civiltà
è incapace di difendersi? ( Jansen)

Foto: www.corriere.it

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Servilismo politico e informazione pubblica.

7 Novembre 2005 Commenti chiusi

L’informazione della Rai è politicizzata a livelli ormai insostenibili.
Il concetto fondamentale è che, allorchè si prospettano svolte politiche, siamo costretti a subire servizi da giornalisti servi del potere. Se governa la destra, i comunisti sono colpevoli della miseria e dei mali del Paese; se goverva la sinistra, viceversa. Al limine delle elezioni, poi, gli schieramenti si dividono seguendo vari umori e sentori politici.

Capita, dunque, che l’edizione delle 13,30 del Tg1 di domenica 6.11.2005 ci delizia con un servizio dello sciopero in Val di Susa (TO). La giornalista che ha curato il servizio, ligia al suo dovere (politico) fa sapere agli ascoltatori che gli scioperanti cantavano “Bella ciao”. Interessante, davvero! Peccato che non abbia sprecato una parola per spiegare i motivi dello sciopero! Ovviamente era più importante far sapere ai politici che lei avrebbe servito la coalizione di centro-sinistra in caso di vittoria alle elezioni!

Religioni e religione di Stato.

7 Novembre 2005 3 commenti

Sebbene l’Italia sia uno Stato laico, affermare che tutte le religioni hanno pari spazio e dignità è perlomeno azzardato! Se si pensa poi che l’ateismo è ostracizzato, si capisce bene come il Sistema preferisca tacere sulla questione per non dare occasione di parlarne. Accade così che lo status quo si trasforma in cosa necessaria, anzi giusta, con la conseguente demonizzazione del diverso.
Se è vero che la Corte Costituzionale sta pian piano modificando l’apparato normativo italiano, tuttavia la sfida dev’essere giocata sul piano culturale. Ammetere che un cristiano protestante, un ebreo o un ateo abbiano pari dignità sociale di un cristiano cattolico è un passo che pochi son disposti a compiere sul piano sostanziale.

Analizziamo, ad esempio, lo spazio dato dal servizio pubblico alle riunioni (Messe) delle diverse confessioni cristiane. La domenica mattina, su Rai 2, è possibile seguire i crstiani evangelici, su Rai 1 i cristiani cattolici. La discriminazione inizia dal fatto che Rai1 è più importante di Rai2 e prosegue se si conta che il primo spazio è ridotto allo stretto necessario per la messa, mentre il secondo dura circa due ore (considerando la riflessione, la messa e il discorso del capo della chiesa).
Tuttavia, volendo uniformare i diritti di tutti, si dovrebbe lasciare pari spazio a tutte le confessioni esistenti, cosa che ovviamente renderebbe il servizio pubblico esclusivamente tv religiosa, cosa che nessuno si augura.
Considerato che la democrazia non deve trasformarsi in tirannia della maggioranza, l’unica soluzione è la soppressione di qualsiasi forma di espressione religiosa nella televisione pubblica, aprendo le porte delle emittenti private alle esigenze private diprivati cittadini. Spendere i soldi di tutti per esigenze di pochi è ingiusto e incostituzionale.

Affermare che l’Italia è uno Stato naturalmente cristiano è ovviamente falso, soprattutto se si considerano i milioni di italiani uccisi dall’Inquisizione cristiana nei secoli passati e dalla riprovazione morale riservata a eretici ed atei. La conquista della laicità sostanziale è uno dei punti necessari per la conquista della libertà sostanziale.

De Veritate.

7 Novembre 2005 Commenti chiusi

La storia del pensiero filosofico e politico è ricca di punti di vista, spesso in contraddizione tra loro. In particolare, noi filosofi siamo abituati a gravi fratture col passato o col presente, a causa della convinzione di ognuno di guardare il mondo dal punto di vista migliore. Accade dunque che ciò che pensiamo si situi ad un livello superiore della conoscenza esterna, limitata da un punto di vista perlomeno non ottimale. Condizionamente, ipocrisie, ignoranza: tutto ciò caratterizza il pensiero altrui. Tout court.

Analizziamo dunque il concetto di informazione dal punto di vista di un esponente di sinistra (idealtipico e insieme reale) e la comunicazione fornita dei media in Italia.
Il rappresentante della sinistra radicale eliminerebbe E.Fede (Tg4) in quanto esponente della falsità assoluta reazionaria e borghese. La soppressione di Rete4 non solo è un dovere morale (non importa la contemporanea soppressione della comunista Rai3), ma un obiettivo strategico per ridurre al silenzio i fascisti borghesi che governano ingiustamente il Paese. Non la passerebbe liscia neanche il Giornale, in quanto portatore di diritto di notizie menzognere e faziose, nè altri giornali che osino esprimere concetti ostili al Partito.
La verità per l’estremista sta nell’Ideologia e nella difesa strenua dell’anti-Legge, qualunque essa sia. Solo l’Ideologia ha diritto ad esprimersi, questa è l’unico concetto significativo della Democrazia. Il concetto politico di democrazia si trasforma in dittatura della Minoranza, detentrice della Verità (a priori e a posteriori).

Povero Voltaire!

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Libertà di espressione e comunismo.

2 Novembre 2005 Commenti chiusi

Ho tra le mani Cigni selvatici (TEA, 2005) di Jung Chang, che racconta la vita della sua famiglia in Cina dall’epoca dell’occupazione giapponese.
Il libro esprime senza falsi pudori ciò che alcuni cinesi pensavano della loro vita e della situazione del loro Paese.
Mao proclamò la Repubblica popolare cinese nel 1949, anche se la guerra civile continuò per anni, includendo in essa le campagne per scovare controrivoluzionari nascosti. La Cina divenne dunque comunista! (Ovviamente alcuni affermano che l’ideologia comunista non è mai stata realizzata nella storia, ma il cielo è pieno di asini che volano.)

Se si inneggia al comunismo per promuovere la libertà di espressione, si commette un errore.
“(Alcuni scrittori comunisti) non erano necessariamente in disaccordo con Mao sulpiano ideologico,ma rivelano una vena di indipendenza e una capacità di pensare con la propria testa che Mao trovava inaccettabile: il suo timore era che l’indipendenza di pensiero potesse condurre a un’obbedienza men che assoluta nei suoi confronti. Egli insisteva sul fatto che la nuova Cina doveva agire e pensare come un tutto unico e che era necessario adottare misure rigide per tenere insieme il Paese, che altrimenti si sarebbe disgregato. Fece arrestare un certo numero di scrittori famosi e li tacciò di <>, un’accusa terribile, in quanto l’attività controrivoluzionaria comportava pene severissime, fino alla condanna a morte” (J. Chang:247)

Il pensiero unico accompagna ogni ideologia totalitaria che pretende di entrare in ogni poro della vita del singolo, rendendo inammissibile la vita privata. Perchè allora molte persone affermano che il comunismo rende liberi? Liberi da che cosa? Liberi dallo sforzo di pensare?
La dialettica con i comunisti non è consentita, poichè l’unica manifestazione di pensiero tollerabile è quella del Partito. La Verità risiede nell’ideologia e d essa è intoccabile ed immodificabile. E’ certezza.