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8 per mille: una tassa ingiusta.

15 Aprile 2006


Si avvicina il mese delle tasse, si riaccendono le questioni fiscali. Dopo la proposta di abolire l’ICI, le tasse sui rifiuti e così avanti con la fantasia, è opportuno soffermarsi sull’obbligo del popolo italiano di pagare gli stipendi degli ecclesiastici, ovvero di preti, frati, suore, vescovi, cardinali ed infine dello stesso papa romano. Se è vero che possiamo scegliere se darlo agli ebrei e a qualche altra comunità di religiosi, è anche vero che la somma versata allo Stato in realtà divisa proporzionalmente tra gli enti religiosi. Ciò significa che se non vogliamo regalare denaro alla “povera” Chiesa di Roma, dobbiamo metterci l’anima in pace: non si può.
Diranno molti che la Chiesa vive per la carità e l’assistenza dei poveri, ma, ormai, i fessi in giro ed i creduloni cominciano a diminuire. Dire che la Chiesa è povera è un’eresia! Perché dovrei lavorare dalla mattina alla sera per sfamare delle sanguisughe? Preferisco spendere i miei soldi come preferisco, che sia beneficenza o consumismo spinto: sono soldi miei!
La proposta di devolvere il 5 per mille alla ricerca o ad altri enti sportivi, filantropici, etc non è sostitutiva dell’8 per mille, ma si aggiunge ad essa. Siccome non ci chiamiamo tutti Paperon de Paperoni, quei pochi soldi che ci rimangono rimarranno, giustamente, nelle nostre tasche!

E’ ora di abolire una tassa conservatrice e reazionaria, indecente per uno Stato laico! Se i cattolici hanno così tanto a cuore il sostentamento del clero, possono benissimo autotassarsi, proprio come fanno le Chiese nella più civile USA.

Questa la distribuzione (redditi 2000, ovvero gli ultimi disponibili!!!):

87,25% Chiesa Cattolica

10,28% Stato

1,27% Valdesi

0,42% Comunità Ebraiche

0,31% Luterani

0,27% Avventisti del settimo giorno

0,20% Assemblee di Dio in Italia

“Va notato che, in tale occasione, su oltre trenta milioni di contribuenti solamente il 39,62% ha espresso un?opzione, solo il 34,56% della popolazione, quindi, ha espresso una scelta a favore della Chiesa cattolica. Per dare un?idea dell?enormità della cifra corrisposta grazie a questo meccanismo, la Conferenza Episcopale ha disposto nel 2004 di contributi per 936,5 milioni di Euro.”(UAAR)

Foto: www.cattolicipadani.org
Riferimenti: www.uaar.it

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  1. MikyDEPP
    15 Aprile 2006 a 17:17 | #1

    Ancora una volta una dimostrazione di come l’Italia sia un paese laico solo a parole: io voglio essere libero di destinare i soldi che voglio a chi voglio, ricerca scientifica compresa, perchè devo essere obbligato a versarli alla chiesa? Perchè questi privilegi?

  2. lui45
    20 Aprile 2006 a 23:09 | #2

    Hai perfettamente ragione l’8% e l abolizione dell’ICI sulle attività commerciali della chiesa è un obbrobrio. Tanto più che viene anche (l’8%)

  3. lui45
    20 Aprile 2006 a 23:21 | #3

    scusami, mi sono interrotto .. dicevo.. tanto piu’ che(l’8%) viene sollecitato con la pubblicità, come un detersivo.Poi, pare che meno del 10% venga destinato alle attività caritative ed il resto? Chi lo intasca? E’ proprio una vergogna ! Questa chiesa (cattolica) è un’istituzione voracissima, ha una burocrazia costosissima a quanto pare. Altro che carità! Forse anche questi soldi vanno ad influenzare la libertà di scelta dei cittadini. Si vede immediatamente come questi cardinaletti si sveglino quando c’è un ballo una campagna elettorale.

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